
Attività proposta dall’Equipe Giovani durante il Campo Giovanissimi 2026
Nel mondo dei social siamo abituati a vedere solo un pezzo della vita degli altri. Spesso ci basta questo per prendere posizione, schierarci, giudicare. Anche nelle amicizie accade lo stesso: accusiamo una scelta dell’altro e pensiamo di sapere tutto. Ma cosa succede quando un amico cambia, ci delude, prende una strada diversa dalla nostra o ci dice una verità che non vogliamo ascoltare? Quante volte, pur di non litigare, scegliamo di acconsentire nascondendo ciò che realmente pensiamo per salvaguardare il legame di fiducia e amicizia?
La realtà è che la vera frattura non nasce mai da una cattiva intenzione, ma da quello che non vediamo: paure, bisogni irrisolti e fragilità invisibili. Saper dire una verità scomoda per il bene di chi amiamo, o imparare ad accogliere l’altro anche quando smentisce l’idea che avevamo di lui, è l’unico vero modo per passare da un affetto di circostanza a una relazione autentica.
Accompagnare i ragazzi in questo groviglio di emozioni significa prima di tutto aiutarli a smontare la cultura del «like» e del giudizio immediato. A questa età, il terrore di essere esclusi o di perdere un amico porta a soffocare la propria voce o, al contrario, ad arroccarsi su posizioni rigide.
Come educatori e responsabili, il nostro compito non è spianare le divergenze o insegnare a evitare leincomprensioni, ma mostrare come abitare il conflitto con cura. Il nostro compito è quello di offrire uno spazio sicuro in cui imparare a guardare «dietro le quinte» dell’altro, custodendo la complessità come un tesoro. La cura non passa tramite la creazione di forme che possano combaciare, bensì nell’insegnare a dare forma alla propria fragilità, permettendo ai ragazzi di dare voce a ciò che faticano ad accettare e di riscoprirsi accolti per ciò che sono davvero. Insegnare questo richiede, prima di tutto, la nostra testimonianza: uno sguardo che non giudica, che ascolta e che abbia il coraggio di scavare in profondità. Costi quel che costi.
Articolo di Mariachiara Piccirilli
Membro d’Equipe Giovani
