DAL BUIO DEL PREGIUDIZIO ALLA LUCE DELLA VERITÀ

Attività proposta dall’Equipe Giovani durante il Campo Giovanissimi 2026

Saulo era convinto di conoscere la verità. Guardava coloro che si definivano seguaci di Cristo con diffidenza e pregiudizio, pensando che fossero sulla strada sbagliata. Ma, sulla via di Damasco, qualcosa cambia: una luce lo avvolge e Gesù gli rivolge una domanda che mette in crisi le sue certezze: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?». Quell’incontro lo porta dal buio del pregiudizio alla luce della Verità.

Anche noi possiamo rischiare di guardare gli altri attraverso pregiudizi, etichette o prime impressioni. A volte basta una parola, un modo di vestire, un pensiero diverso o una scelta diversa dalla nostra per costruire un muro. La conversione di San Paolo ci ricorda che nessuno è definito dai propri errori o dalle proprie fragilità: ogni persona può incontrare Cristo e rinascere a una vita nuova. Gesù ci invita a lasciarci sorprendere e a scoprire il bene che c’è in ogni persona.

L’esperienza di Paolo, quindi, ci ricorda che la Verità nasce da uno sguardo nuovo

Educare significa proprio aiutare il ragazzo a passare dal giudizio alla comprensione, dalle etichette alla conoscenza, dalla paura dell’altro alla capacità di incontrarlo. Per farlo, però, dobbiamo essere i primi a lasciarci convertire nel nostro modo di guardare.

Come Anania, che accoglie Saulo nonostante il suo passato, anche l’educatore è chiamato a non fermarsi alle apparenze, ma a riconoscere nell’altro una persona in cammino, con ferite, domande, potenzialità e desiderio di bene.

La sfida educativa, allora, è passare dal “io so già chi sei” al “voglio conoscerti davvero”. È in questo spazio di ascolto e fiducia che l’educatore può diventare, come Anania, strumento attraverso cui il ragazzo ritrova e riscopre l’incontro con Cristo.

Articolo di Caterina Salvatore

Membro d’Equipe Giovani